Il destino di ognuno che nasce è scritto nelle stelle, nelle linee della mano, nei ritmi della vita. Il nome rappresenta un piccolo strumento per accentuarlo o modificarlo. La ragione dovremmo chiederla agli antichi egizi

Ogni neonato egizio riceveva, cinque o sei mila anni fa, un nome segreto da custodire con cura. Solo maneggiando le sillabe arcane che costituivano l'essenza stessa della sua personalità, del suo spirito, gli operatori magici, padroni di occulte forze negative, sarebbero stati in grado di attaccarlo, coercirlo e perfino ucciderlo. E tuttora usanza comune, presso le iniziazioni tribali così come quelle esoteriche, imporre al neofita, divenuto attraverso il rituale parte integrante della nuova comunità, un nome nuovo a sottolinearne la mutata condizione e personalità.

Gli Ebrei che dall'Egitto, sia per la forzata permanenza sia per i rapporti di vicinato, molto hanno ricevuto in eredità, proibiscono a tutt'oggi di pronunciare il nome di Dio che scrivono Jahvé e leggono Adonai.

La Quabbalah ebraica, scienza esoterica che ricerca nelle Scritture i nomi segreti della divinità, degli angeli e di tutti gli elementi del creato, si fonda sulla padronanza assoluta della parola, sinonimo di potenza, sul suo valore numerico e sulle sue possibili trasformazioni. Ciò che il pensiero formula, la parola estrinseca. Il suono rappresenta dunque lo strumento creativo per eccellenza perché Dio pronunciò il nome delle cose e le cose ebbero realtà.

Le scritture indiane considerano il suono seme (bija) di tutti gli elementi ed è attraverso la sua manipolazione e ripetizione (mantra), che i saggi pervengono a fenomeni quasi inconcepibili come l'incorruttibilità al fuoco, il volo, la materializzazione di oggetti.

Nel suono, nella parola è racchiuso il principio della magia operativa: ce lo conferma la fiabesca strega, intenta, mentre va rimescolando amari intrugli, a borbottare incantesimi, sillabe potenti e solo apparentemente insensate. Il mago Merlino dei cartoni animati che, pronunciando una formula rituale, fabbrica meraviglie non è così distante dal reale come vorrebbe sembrare. La magia, oltre che di pensiero, volontà, gesti e riti è fatta anche di parole, di suoni. Una stranezza per noi, così abituati a parlare e a udire parlare, per strada, al cinema, in televisione, e talvolta a sproposito, che abbiamo perduto il magico senso del suono, ancora pregnante, determinante alle orecchie di chi sia avvezzo a lunghi, meditativi silenzi. Qualcuno, e alcuni rabbini fra questi, giunge perfino a ritenere che siano le parole del profeta, dell'indovino a determinare quella realtà che egli, effettivo creatore e non semplice interprete, crede soltanto di prevedere. I suoni, le parole, i nomi delle persone e delle cose che normalmente pensiamo di utilizzare con l'unico fine di distinguere, che scegliamo essenzialmente in base a criteri estetici di assonanza e musicalità, vengono così a rivelare un loro segreto potere creativo, evocativo.

Roberto o Carlo allora? Emanuela o Tiziana? Nomina sunt omina, sentenziavano i latini; vale a dire i nomi divengono, sono presagi. E il suono, magia.

Ogni nome una storia, un mito. Un piccolo o un grande personaggio, un eroe da film o una vecchia zia. Il linguaggio occultistico usa definire simili processi "forme di pensiero", riconoscendo loro una notevole intrinseca forza. E quanto più un nome è comune, abusato perché legato a un mito universalmente presente, a un personaggio celebre, a un archetipo, quanto più è capace di evocare nella mente di una pluralità di persone lo stesso pensiero, ricordo, immagine, tanto più diviene forte, condizionante, coercitivo per chi lo porta.

L'onomanzia, fondandosi sul presupposto che il significato ultimo dell'appellativo influenzi il destino di chi lo porta, trae previsioni sulla personalità e sul destino. Esistono per così dire due vie due metodi di studio dei nomi da considerare parallelamente: una esterna esoterica, l'onomastica che si occupa, con l'aiuto dell' etimologia, della agiografìa, della statistica delle origini dei nomi, delle varianti, della frequenza, della diffusione e degli onomastici; una interna, esoterica, l'onomanzia volta, sempre per mezzo dell'etimologia ma anche attraverso la numerologia, l'astrologia onomantica, la magia naturale a scrutare la sorte, a sostenerla, prevenirla, modificarla.

Nomi, numeri, stelle, piante, animali, colori, pietre, metalli, organi, direzioni, giorni, note musicali, divinità, osservate al di sotto della differenziatissima scorza rivelano nella loro intima struttura quel sottile, inscindibile legame, fondamento della scienza occulta, che collega ogni elemento del cosmo in un'armoniosa rete di corrispondenze. Le lettere sono numeri, i numeri pianeti, i pianeti colori, i colori metalli e di nuovo all'inverso le stelle lettere, numeri.

Il destino nel tuo nome

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